La caserma dei carabinieri a Ponte in Valtellina
La caserma dei Carabinieri a Ponte in Valtellina
Ponte in Valtellina (Sondrio), 8 febbraio 2020 - Una tragedia sfiorata e solo grazie alla prontezza e al sangue freddo dei Carabinieri coinvolti oggi non parliamo di vittime tra le forze dell’ordine, ma di una terribile e inspiegabile vicenda a lieto fine. Giovedì sera la caserma di Ponte in Valtellina è stata teatro di un episodio agghiacciante.
Protagonista un 48enne di Piateda con precedenti penali anche piuttosto importanti che risalgono a diversi anni fa. L’uomo, Paolo Gemelli, nel pomeriggio è stato fermato a Piateda da una pattuglia dei carabinieri di Ponte in Valtellina e trovato alla guida della sua auto con un tasso di alcol nel sangue oltre tre volte quello consentito per legge, ossia 1,8 grammi per litro. È scattato il ritiro della patente e anche il sequestro dell’auto, portata con il carro attrezzi fino al garage della sua abitazione. Non si sa cosa sia scattato nella testa del 48enne e nemmeno cosa abbia fatto nelle ore successive al controllo. Probabilmente ha bevuto ancora, anche perché quando è stato arrestato il tasso di alcol nel sangue era ulteriormente salito arrivando a 2,2 grammi per litro. Quello che è certo è che Gemelli, che lavora in Svizzera e vive da frontaliere, a Piateda ha moglie e figli, ha preso una pistola, una calibro 22, e tante munizioni, una novantina, e si è presentato in caserma, forse nell’assurdo tentativo di far cancellare quel verbale tanto pesante. Ha citofonato, perché a quell’ora, alle 18.30, la caserma è chiusa. Il “piantone” ha aperto all’uomo, conosciuto per i suoi precedenti penali, e lui una volta dentro ha estratto dai pantaloni la pistola, che aveva un colpo in canna, l’ha puntata alla testa del militare e lo ha spinto fino ad uno stanzino. "Adesso si fa come dico io" diceva, senza strascicare le parole, senza far capire quanto fosse ubriaco. Subito in soccorso del collega sono arrivati altri due carabinieri, proprio i militari che un paio di ore prima avevano fermato il valtellinese. Da lì momenti concitati, una violenta colluttazione, finché sul posto non è arrivato anche il comandante della Stazione, Eros Chiarot, che è riuscito a disarmare Paolo Gemelli e ad ammanettarlo.

Attimi davvero di tensione e poteva essere una tragedia anche viste le condizioni di alterazione psicofisica del 48enne. "Si è evitato il peggio grazie alla freddezza e alla prontezza dei carabinieri – commenta il colonnello Emanuele De Ciuceis, alla guida del Comando provinciale dei carabinieri -. A loro va il mio plauso, fortunatamente è andato tutto bene". L’uomo è stato arrestato per tentato omicidio, lesioni, minacce, percosse, tutti reati aggravati, nonché di porto abusivo di arma e condotto in carcere a Sondrio su disposizione del magistrato di turno, Chiara Costagliola. Gli atti, quindi, sono stati trasmessi alla Procura per la convalida dell’arresto. "Stiamo valutando se mantenere l’accusa di tentato omicidio – dice il procuratore, Claudio Gittardi -. L’episodio è molto grave e spinge ad una valutazione completa sulla sicurezza e sull’accesso alle caserme dei carabinieri. Voglio complimentarmi con i militari che erano presenti e che sono stati bravi a gestire la situazione facendo sì che non degenerasse". Interviene anche il sindaco, Rino Vairetti. "Quello che è accaduto è molto grave, non siamo abituati a Ponte, e in generale in Valtellina, ad avere a che fare con episodi di
questo tipo – afferma -. Ora sarà necessario fare un ragionamento sulla sicurezza, non va bene che una persona armata e pericolosa possa entrare nella caserma a cui tanto teniamo. Siamo orgogliosi di poter avere a Ponte un Comando Stazione, un presidio irrinunciabile, un attacco a loro è un attacco a tutto il paese".
tratto da Il Giorno.


LA SEGRETERIA PROVINCIALE LECCO-SONDRIO DEL SIM CARABINIERI ESPRIME MASSIMA SOLIDARIETA' E STIMA NEI CONFRONTI DEI COLLEGHI COINVOLTI!!!